Con il presente contributo si intende esaminare il possibile apporto delle neuroscienze all’accertamento dell’elemento soggettivo del reato, muovendo dalla distinzione tra l’autonomia normativa delle categorie del dolo e della colpa e i presupposti empirici necessari alla loro applicazione. L’analisi si concentra sui processi decisionali dell’agente e sui limiti dell’inferenza dal dato neuroscientifico al fatto psichico, per poi delineare un modello di accertamento penalistico neuroscientificamente informato, fondato su pertinenza, individualizzazione, controllabilità dell’inferenza e affidabilità delle conoscenze impiegate.
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This contribution examines the potential role of neuroscience in the assessment of the subjective element of crime, starting from the distinction between the normative autonomy of intent and negligence and the empirical premises required for their application. The analysis focuses on the agent’s decision-making processes and on the limits of the inference from neuroscientific data to legally relevant mental states, and then outlines a model of criminal-law assessment informed by neuroscience, based on relevance, individualization, inferential transparency, and the reliability of the knowledge employed.
Paola Marasciulo
Dottoranda di ricerca in Law and Cognitive Neuroscience presso l’Università degli Studi di Roma “Unicusano”
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*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti





