Cassazione Penale, Sez. III, sentenza n. 16564/2026, 8 maggio 2026, Presidente Liberati, Relatore Gentili

Segnaliamo ai lettori la sentenza con cui la Terza Sezione penale della Corte di cassazione si è pronunciata sulla configurabilità del delitto di atti sessuali con minorenne anche in assenza di contestualità temporale tra la condotta dell’agente e il compimento degli atti sessuali da parte della persona offesa.
La Corte, in linea con quanto già affermato in precedenza sia con riferimento al reato di cui all’art. 609-bis c.p. sia a quello di cui all’art. 609-quater c.p., ha ribadito che tali fattispecie possono essere integrate anche mediante condotte “a distanza”, realizzate attraverso strumenti di comunicazione telematica, senza che sia necessaria la contemporanea presenza dell’autore e della vittima. In tale prospettiva, ha sottolineato che non assume rilievo decisivo la mancanza di contestualità temporale tra le condotte, essendo sufficiente che gli atti sessuali compiuti dal minore siano causalmente riconducibili all’azione dell’agente.
La pronuncia precisa inoltre che, diversamente da quanto richiesto in tema di violenza sessuale, ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 609-quater c.p. non è necessario accertare una specifica forza coercitiva o inducente della condotta, risultando sufficiente la mera incidenza causale dell’azione dell’imputato sulla determinazione del minore a compiere gli atti sessuali.

La Redazione

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