Con la sentenza Vieru vs. The Republic of Moldova, prendendo le mosse da una vicenda di violenza domestica con epilogo infausto, la Corte di Strasburgo condanna la Repubblica di Moldavia per aver violato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Lo Stato convenuto, per il ricorrente e per la Corte, non avrebbe apprestato le misure idonee a proteggere la vittima delle violenze e sopraffazioni sofferte e, per altro verso, avrebbe pure mancato di condurre delle indagini approfondite sulle ambigue circostanze del decesso della stessa. La vicenda disvela altresì l’opportunità per riflettere sulle dinamiche di genere sottese allo scenario culturale in Moldavia rispetto al quale la Corte stessa non manca di far trapelare la propria preoccupazione.
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With the Vieru v. the Republic of Moldova judgment, the European Court of Human Rights, starting from a case of domestic violence that ended tragically, found the respondent State in breach of the European Convention on Human Rights. According to both the applicant and the Court, the Moldovan authorities failed to adopt appropriate measures to protect the victim from the violence and abuse she had suffered and, moreover, neglected to conduct a thorough investigation into the ambiguous circumstances surrounding her death. In addition, the case offers an opportunity to reflect on the gender dynamics underlying the cultural context in Moldova, about which the Court itself does not hesitate to express concern.
Alessia Mazzù
Dottoranda di ricerca in Diritto Penale nell’Università degli Studi di Messina
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*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.





