Il presente studio analizza la normativa entrata in vigore in Italia nel 2017 in materia di ordine pubblico e sicurezza urbana, che mira a rendere le città più sicure e vivibili, intervenendo rapidamente contro chi mette a rischio la tranquillità e il decoro degli spazi pubblici, unitamente alle importanti modifiche apportate dalla l. 24 aprile 2026, n. 54 (c.d. Decreto Sicurezza 2026). Con la l. 18 aprile 2017, n. 48 sono state introdotte le nuove definizioni e gli obiettivi della sicurezza urbana e della sicurezza integrata, insieme al rafforzamento dei poteri delle autorità locali (Sindaci, Prefetti, Questori). In particolare, a seguito dell’ultima riforma, il Prefetto ha assunto sempre più un ruolo centrale nell’individuazione delle zone a rischio e nella gestione delle misure straordinarie, mentre il Sindaco mantiene poteri di ordinanza e di allontanamento, soprattutto per la tutela del decoro urbano e della vivibilità. Emergono alcune peculiari misure introdotte, quali l’ordine di allontanamento immediato (c.d. DASPO urbano) ed il divieto di accesso urbano del Questore (c.d. DACUR), nonché la previsione dell’arresto in flagranza differita (e di sanzioni più severe) e nuove categorie di destinatari (parcheggiatori abusivi e writers), con possibile estensione delle misure ai minori di 18 anni (dai 14 anni in su). Si focalizza l’attenzione su aree e comportamenti specifici: aree sensibili: stazioni, trasporti, scuole, musei, aree turistiche, mercati, parchi, ecc., e sui comportamenti sanzionati: ubriachezza, atti contrari al decoro, commercio abusivo, accattonaggio molesto, prostituzione con modalità ostentate. La l. 24 aprile 2026 ha introdotto ulteriori misure di sicurezza urbana che puntano al rafforzamento dei poteri di allontanamento e delle misure preventive: si vedano, ad esempio: a) l’estensione dell’ordine di allontanamento (DASPO urbano), che può ora essere adottato anche contro chi tenga comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti, da cui derivi un concreto pericolo per la sicurezza, nelle aree sensibili (stazioni, trasporti, aree pubbliche, ecc.).  b) L’ introduzione delle “zone a vigilanza rafforzata” (nuovi commi 3-bis e 3-ter dell’art. 9, l. n. 48/2017, introdotti dal Decreto Sicurezza 2026), individuate dal Prefetto e caratterizzate da gravi o ripetuti episodi di criminalità o illegalità, nelle quali chi sia stato anche solo denunciato (non serve la condanna definitiva) nei 5 anni precedenti per determinati reati (contro la persona, il patrimonio, stupefacenti, armi) e tenga comportamenti violenti, minacciosi o molesti può essere destinatario di un ordine di allontanamento e divieto di accesso urbano. c) In correlazione a tali previsioni, si dispone il potenziamento dei poteri del Questore, che, con il DACUR, che può vietare l’accesso a specifiche aree a chi abbia reiterato condotte pericolose o sia stato denunciato/condannato per determinati reati, con durata collegata a quella della zona a vigilanza rafforzata (fino a 18 mesi). d) Infine, nell’ambito del coordinamento tra misure amministrative e penali, in caso di condanna per reati commessi in aree sensibili, si prevede che il giudice possa obbligare il colpevole a non frequentare più quei luoghi come condizione per la sospensione della pena.
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This study analyzes the legislation regarding Public Order and Urban Security that came into force in Italy in 2017—aimed at making cities safer and more livable by taking swift action against those who compromise the tranquility and decorum of public spaces—alongside the significant amendments introduced by Law no. 54 of April 24, 2026 (the so-called “2026 Security Decree”). Law no. 48 of April 18, 2017, introduced new definitions and objectives regarding urban security and integrated security, while also strengthening the powers of local authorities (Mayors, Prefects, and Police Commissioners). In particular, following the most recent reform, the Prefect has assumed an increasingly central role in identifying high-risk areas and managing extraordinary measures, whereas the Mayor retains powers to issue ordinances and exclusion orders, primarily to safeguard urban decorum and livability. Certain distinctive measures have been introduced, such as the immediate removal order (the so-called “urban DASPO”) and the Police Commissioner’s ban on urban access (known as “DACUR”), alongside provisions for deferred arrest *in flagrante* (and harsher penalties) and new categories of subjects (illegal parking attendants and graffiti artists), with the possibility of extending these measures to minors aged 14 and older. The focus is placed on specific areas—such as sensitive locations like stations, public transport, schools, museums, tourist areas, markets, and parks—and on sanctioned behaviors, including drunkenness, acts violating public decency, illegal trading, aggressive begging, and prostitution involving overt solicitation. The Law of April 24, 2026, introduced further urban security measures aimed at strengthening removal powers and preventive measures; examples include: a) the expansion of the removal order (the so-called “urban DASPO”), which may now be issued against individuals engaging in violent, threatening, or persistently harassing behavior—posing a concrete danger to safety—in sensitive areas (such as stations, public transport, and public spaces); b) the introduction of “enhanced surveillance zones” (new paragraphs 3-bis and 3-ter of Art. 9, Law no. 48/2017, introduced by the 2026 Security Decree). These zones, designated by the Prefect, are characterized by serious or repeated incidents of crime or illegality; within them, individuals who have merely been reported to the authorities (a final conviction is not required) within the previous five years for specific offenses (against the person, property, or involving drugs or weapons)—and who engage in violent, threatening, or harassing behavior—may be subject to an urban removal and access ban order; c) in conjunction with these provisions, the powers of the Police Commissioner (*Chief Constable*) are enhanced; through the *DACUR* mechanism, the Commissioner may ban access to specific areas for individuals who have repeatedly engaged in dangerous conduct or have been reported/convicted for certain offenses, with the duration of the ban linked to that of the enhanced surveillance zone (up to 18 months); d) finally, regarding the coordination between administrative and criminal measures, in the event of a conviction for offenses committed in sensitive areas, the judge may mandate that the offender refrain from frequenting those locations as a condition for the suspension of the sentence.

Stefano Di Pinto
Docente a contratto di Diritto penale nel Master Interfacoltà di II Livello in Scienze Forensi (Criminologia – Investigazione – Security – Intelligence) dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

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*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti

Rivista quadrimestrale di scienze penalistiche
ISSN 2974-7503

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