È ancora possibile concepire il diritto penale come il braccio armato dello Stato? Questo interrogativo assume particolare rilevanza nell’attuale contesto sociale, segnato da rapidi mutamenti economici e politici, in una realtà sempre più globalizzata ed interconnessa. I processi di trasformazione che interessano la società contemporanea tendono infatti ad oscurare la funzione cardine del diritto penale, tradizionalmente riconosciuta dall’ordinamento giuridico quale garanzia dell’equilibrio sociale. Nel panorama normativo attuale riaffiora puntualmente la persistente tensione tra l’iper-criminalizzazione e il garantismo, due tendenze che, seppur diametralmente opposte, caratterizzano da sempre l’identità del diritto penale e ne alimentano la continua ricerca di un equilibrio non ancora pienamente raggiunto.
***
Can criminal law still be conceived as the “armed wing” of the State? This question is particularly relevant in the current context, marked by rapid economic and political changes within an increasingly globalized and interconnected world. The profound transformations shaping contemporary society tend to obscure the fundamental function traditionally attributed to criminal law by the legal system, namely the preservation of social balance. In the current regulatory landscape, the persistent tension between over-criminalization and the principles of legal guarantees resurfaces regularly, two dynamics that, despite their radical opposition, have always characterized criminal law and continue to drive its ongoing pursuit of an equilibrium yet to be fully achieved.
Giulio Vaccari
Dottore magistrale in Giurisprudenza nell’Università degli Studi “Roma Tre”
Scarica l’articolo in formato PDF
*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.





