Il pacchetto sicurezza di cui alla legge n. 80/2025 ha raccolto severe critiche in tutti gli ambienti, accademici e professionali, parzialmente meritate, in quanto espressione dell’orientamento “panpenalistico”, che assegna alla sanzione penale il ruolo di pronto rimedio contro ogni male dell’umanità, eretto di volta in volta a “emergenza”.  L’Autore, tuttavia, non condivide l’assunto che ne risultino criminalizzate le forme di protesta non violente e le manifestazioni di dissenso, per una presunta ratio autoritaria del governo in carica, che non ravvisa.  Osserva piuttosto che il fiorire della legislazione casistica sovrappone nuove fattispecie, incriminatrici o aggravanti, alle vecchie, tra le quali non sempre risulta evidente il rapporto di specialità, cosicché si creano incertezze interpretative di non poco momento.  Critica l’aggravante legata al locus commissi delicti e, soprattutto, il rinvio facoltativo dell’esecuzione a carico delle donne in maternità.  Infine, evidenzia che il moderno legislatore, paternalistico e “provvidenziale”, con le sue leggi-provvedimento, appartenenti al filone simbolico-espressivo, contraddice il suo stesso programma di depenalizzazione, sempre enfatizzato, ma costantemente rinviato sine die.
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The security package under Law No. 80/2025 has attracted severe criticism across both academic and professional circles, partially justified, as it reflects the “pan-penalistic” orientation that assigns to criminal sanctions the role of an immediate remedy against every societal ill, each time elevated to the status of an “emergency.” The Author, however, does not share the assumption that the law criminalizes non-violent forms of protest and manifestations of dissent, based on a presumed authoritarian rationale of the incumbent government, which he does not discern. Rather, he observes that the proliferation of casuistic legislation superimposes new incriminatory or aggravating provisions onto existing ones, among which the relationship of specialty is not always evident, thus creating interpretative uncertainties of considerable significance. He criticizes the aggravating circumstance linked to the locus commissi delicti and, above all, the optional postponement of enforcement with respect to women in maternity. Finally, he highlights that the modern legislator—paternalistic and “providential”—through his legislative measures of a symbolic-expressive nature, contradicts his own consistently emphasized but perpetually deferred depenalization program.

Alì Abukar Hayo
Professore ordinario di Diritto penale nell’Università degli Studi di Roma Niccolò Cusano

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Rivista quadrimestrale di scienze penalistiche
ISSN 2974-7503

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