Corte costituzionale, sent. 20 maggio 2026 (dep. 3 luglio 2026), n. 120 – Pres. Amoroso, Red. Marini
Segnaliamo ai lettori che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 120/2026, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale relative ai commi 1 e 3 dell’art. 12-bis del d.lgs. n. 286/1998, introdotto dal c.d. “decreto Cutro”, escludendo che il trattamento sanzionatorio previsto per il reato di morte o lesioni come conseguenza del traffico di migranti sia manifestamente sproporzionato. La Consulta ha riconosciuto l’eccezionale severità della risposta punitiva, ritenendola tuttavia giustificata dalla particolare gravità delle condotte, che espongono i migranti a gravi pericoli per la vita e l’incolumità e possono determinare eventi letali o lesivi plurimi. La Corte ha, inoltre, evidenziato che la disciplina già consente di graduare la responsabilità del c.d. migrante-scafista attraverso l’applicazione dello stato di necessità o delle attenuanti previste dall’ordinamento, assicurando il rispetto dei principi di proporzionalità e individualizzazione della pena. Sono state, invece, dichiarate inammissibili, per difetto di rilevanza, le questioni concernenti il divieto di bilanciamento tra circostanze e la mancata previsione di un’attenuante per i fatti di lieve entità.
La Redazione





