Il contributo affronta le questioni che nascono da uno strumento di sperimentazione normativa che viene in rilievo soprattutto a fronte della continua evoluzione dello spazio digitale, il cui banco di prova è rappresentato dal settore finanziario. Le regulatory sandboxes sono strumenti sperimentali di regolazione introdotti per favorire l’innovazione economica e tecnologica sotto la vigilanza delle autorità. Nonostante i benefici (riduzione dell’incertezza regolatoria, accelerazione del time-to-market, dialogo regolatore-innovatore), esse possono creare spazi di vulnerabilità: accesso privilegiato, asimmetrie informative e opportunità di condizionamento del processo decisorio pubblico. Questo contributo si propone di analizzare la natura di simile strumento, il suo inquadramento normativo e le criticità derivanti dalla prossimità istituzionalizzata tra potere pubblico e interessi privati, con un focus specifico sulle possibili fattispecie di reato. Si intende quindi offrire una riflessione sulle intersezioni tra regulatory sandbox e diritto penale, concentrandosi su come la sperimentazione regolatoria possa – nelle condizioni sbagliate – favorire un indebito condizionamento del potere pubblico da parte di interessi privati. Tenendo però a mente che il rischio penale non è inerente al concetto di sandbox, bensì alla combinazione di regimi derogatori con scarsa trasparenza e controlli insufficienti.
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This article addresses issues arising from a regulatory experimentation tool that is particularly relevant in light of the continuous evolution of the digital space, with the financial sector serving as its testing ground. Regulatory sandboxes are tools introduced to promote economic and technological innovation under the supervision of the authorities. Despite their benefits (reduction of regulatory uncertainty, acceleration of time-to-market, dialogue between regulators and innovators), they can create areas of vulnerability: privileged access, information asymmetries, and opportunities to influence the public decision-making process. This contribution aims to analyze the nature of such instruments, their regulatory framework, and the critical issues arising from the institutionalized proximity between public power and private interests, with a specific focus on possible criminal offenses. The aim is therefore to offer a reflection on the intersections between regulatory sandboxes and criminal law, focusing on how regulatory experimentation can—under the wrong conditions—favor undue influence on public power by private interests. However, it should be borne in mind that the criminal risk is not inherent in the concept of sandboxes, but rather in the combination of derogatory regimes with poor transparency and insufficient controls.
Nicoletta Ortu
Dottoressa di ricerca in diritto penale nell’ Università di Roma La Sapienza
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*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.





