La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in commento si pronuncia sull’inquadramento assiologico dell’astensione prolungata dai rapporti sessuali all’interno del matrimonio nel settore dei doveri coniugali ravvisando, nella vicenda di specie, la violazione dell’articolo 8 della Convenzione. La decisione s’inserisce in un momento di particolare subbuglio della politica criminale francese sulla criminalità sessuale: la recentissima riforma (già ribattezzata la loi Pelicot), entrata in vigore lo scorso 8 novembre, introduce, con un aspetto di storica novità, l’elemento del consenso della vittima nella fattispecie di reato di stupro e altre aggressioni sessuali.
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The judgment of the European Court of Human Rights under comment addresses the axiological classification of prolonged abstention from sexual relations within marriage in the sphere of conjugal duties, finding—on the facts of the case—a violation of Article 8 of the Convention. The decision comes at a moment of particular turmoil in French criminal policy on sexual offences: the very recent reform (already dubbed the loi Pelicot), which entered into force on 8 November, introduces—marking a historic innovation—the element of the victim’s consent within the offence of rape and other sexual assaults.

Alessia Mazzù
Dottoranda di ricerca in Diritto Penale nell’Università degli Studi di Messina

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*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

Rivista quadrimestrale di scienze penalistiche
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