Con la sentenza n. 113/25, la Corte Costituzionale ha esteso la portata del vincolo discendente dal principio di proporzionalità della pena. Non è un limite solo per il legislatore, ma anche per l’interpretazione del giudice comune, che vi è vincolato in sede di sussunzione del fatto. In questo contesto, l’intento della nota è analizzare i rapporti tra proporzione e offensività in concreto. L’obiettivo è, poi, evidenziare le potenzialità del principio, estensibile anche al di là del caso considerato, cioè del reato complesso, con potenziali riflessi finanche in materia di concorso apparente.
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With ruling no. 113/25, the Constitutional Court extended the scope of the constraint arising from the principle of proportionality of punishment. This limits not only the legislature, but also the interpretation of ordinary judges, who are bound by it when subsuming the offense. In this context, the purpose of this note is to analyze the relationship between proportionality and offensiveness in concrete terms. The aim is then to highlight the principle’s potential, which can be extended beyond the specific case in question, that is, complex crimes, with potential implications even in the area of apparent complicity.

Vittorio Mazzocca Gamba
Avvocato penalista del Foro di Roma

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*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

Rivista quadrimestrale di scienze penalistiche
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