Il presente contributo esamina l’art. 570-bis c.p. ed in particolare il bene giuridico tutelato, prendendo le mosse da una pronuncia della Corte di Cassazione che lo individua nella corretta ottemperanza degli obblighi imposti dal giudice. L’analisi si sviluppa secondo una prospettiva critica rispetto a questa concezione formale del bene giuridico, evidenziandone i rischi connessi e proponendo, invece, di qualificare il provvedimento giudiziale come mero presupposto di fatto della fattispecie incriminatrice. Inquadrando la questione nell’ottica del principio di offensività, la rilevanza penale della condotta non può discendere dal semplice inadempimento dell’ordine giudiziale, ma richiede che esso presenti caratteristiche tali da determinare una concreta lesione dell’interesse protetto, oltrepassando la dimensione della mera disobbedienza al provvedimento del giudice.

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This article examines Article 570-bis of the Italian Penal Code—specifically the protected legal interest—taking as its starting point a ruling by the Court of Cassation that identifies this interest as the proper compliance with court-imposed obligations. The analysis adopts a critical stance toward this formal conception of the legal interest, highlighting the associated risks and proposing instead to classify the judicial order merely as a factual prerequisite for the criminal offense. When viewed through the lens of the principle of harm, the criminal nature of the conduct cannot stem from the mere failure to comply with the court order; rather, the conduct must possess characteristics that result in actual harm to the protected interest, thereby transcending the realm of simple disobedience to the judicial ruling.

Gaia Marrancone
Dottoressa in Giurisprudenza presso “Sapienza Università di Roma”

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*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti

Rivista quadrimestrale di scienze penalistiche
ISSN 2974-7503

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