Il contrasto al fenomeno della violenza di genere ha assunto un ruolo centrale nella recente politica penale, incentrata sulla creazione di norme funzionali alla prevenzione delle condotte lesive della sfera psicofisica vittimaria. Tuttavia la volontà di anticipare il più possibile la tutela penale spinge il sistema verso l’adozione di un modello di giustizia preventiva incompatibile con le garanzie accordate ai presunti rei. Le modifiche proposte all’interno del d.d.l. 1517 rappresentano lo specchio di tali velleità, che pur celate sotto il proposito di rafforzare la sicurezza della collettività rivelano il loro carattere populista ed illiberale. La potenziale erosione delle fondamenta del sistema accusatorio costituisce un pericolo concreto per la tenuta del reocentrismo ed impone una riflessione sulla direzione dei futuri interventi in materia penale.
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The fight against gender-based violence has taken centre stage in recent criminal policies, which focus on creating regulations aimed at preventing conduct that is harmful to the psychological and physical well-being of victims. However, the desire to anticipate criminal protection as much as possible is pushing the system towards a model of preventive justice that is poorly aligned with the guarantees granted to alleged offenders. The amendments proposed in d.d.l. no. 1517 reflect these ambitions, which, although concealed under the pretext of strengthening public safety, reveal their populist and illiberal nature. The potential erosion of the foundations of the accusatory system poses a real threat to the stability of the reo-centred approach and calls for reflection on the direction of future criminal law reforms.

Andrea Fortunato
Dottore di ricerca in diritto penale Università Magna Graecia di Catanzaro

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*Il contributo è stato sottoposto in forma anonima, con esito favorevole, alla valutazione di due revisori esperti.

Rivista quadrimestrale di scienze penalistiche
ISSN 2974-7503

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